Parliamo continuamente, eppure gran parte di ciò che comunichiamo non passa attraverso le parole. Uno sguardo, una pausa, un gesto, una distanza mantenuta o ridotta possono rivelare intenzioni, emozioni e significati che il linguaggio verbale non riesce a esprimere. Il "non detto" non è semplicemente ciò che manca nel discorso: è spesso lo spazio in cui si nascondono le nostre paure, i desideri, le convenzioni sociali e le verità più difficili da pronunciare. Riflettere sul non detto significa interrogarsi sui limiti delle parole e sul misterioso dialogo che avviene tra ciò che esprimiamo e ciò che lasciamo intendere.
Il non detto
venerdì 5 giugno 2026 · ore 18:00–19:45
Orto dei Cappuccini · Viale Merello, Cagliari
Tema: Il non detto
Il tema
Le domande
Su cosa abbiamo riflettuto
Incontro concluso: queste sono le domande da cui siamo partiti.
Quando scegliamo di non dire qualcosa, stiamo comunicando comunque un messaggio? Se sì, quale?
Esiste una differenza tra il silenzio come scelta consapevole e il silenzio come incapacità o paura di esprimersi?
Il non detto è più spesso una forma di protezione, di rispetto o di manipolazione? Da cosa dipende?
Chi attribuisce il significato a un silenzio: chi tace o chi lo interpreta?
Nelle relazioni importanti, è più dannoso dire una verità scomoda o lasciare che resti nel non detto?
Perché il silenzio spesso genera disagio? Cosa temiamo quando non ci sono parole a riempire lo spazio tra noi e gli altri?
Una relazione, un'amicizia o persino una società possono funzionare senza una certa quantità di mistero, ambiguità e cose non dette?
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- Data
- venerdì 5 giugno 2026
- Orario
- 18:00–19:45
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