La "memoria infinita" della tecnologia, archiviando ogni dettaglio microscopico, rischia di intrappolarci in una coerenza rigida? La memoria umana è vitale proprio perché "generale" e capace di oblio, permettendoci di evolvere senza il peso vincolante di ogni singola azione passata. In sintesi, la dimenticanza è un difetto, o condizione necessaria per libertà e perdono?
Memoria, coerenza, oblio
sabato 24 gennaio 2026 · ore 17:30–19:15
Caffè Letterario · Via Manno, Cagliari
Tema: Memoria, coerenza, oblio
Il tema
Le domande
Su cosa abbiamo riflettuto
Incontro concluso: queste sono le domande da cui siamo partiti.
Sull'identità: Siamo la somma aritmetica di ogni nostro singolo istante vissuto (memoria granulare) o siamo il risultato di una sintesi selettiva che scarta il superfluo (memoria generale)?
Sulla coerenza: Se il passato fosse sempre accessibile in ogni dettaglio, saremmo condannati a una coerenza forzata che ci impedisce di cambiarci e contraddirci?
Sul perdono: È possibile perdonare (gli altri o se stessi) se si mantiene viva la nitidezza assoluta di ogni dettaglio dell'offesa, o il perdono richiede necessariamente una forma di "sfocatura"?
Sulla verità: La verità della nostra storia personale risiede nell'archivio esatto dei fatti o nella rielaborazione imperfetta che ne facciamo nel tempo?
Sulla natura dell'oblio: Dimenticare è un difetto cognitivo da correggere o una competenza attiva necessaria per fare spazio al nuovo?
Sulle relazioni: Una relazione umana potrebbe sopravvivere a una memoria che non lascia cadere nel vuoto nessuna parola sbagliata, nessun litigio e nessun errore, accumulando tutto per sempre?
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- Data
- sabato 24 gennaio 2026
- Orario
- 17:30–19:15
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